
(di Alberto Rochira) (ANSA) - UDINE, 26 OTT - "La Serbia è una nazione molto forte, con molte energie", le elezioni sono destinate a "incidere anche sui rapporti con l'Unione europea, mentre resta aperta la questione dei futuri equilibri internazionali, compresi quelli con la Cina, altro interlocutore importante per Belgrado". Lo ha detto all'ANSA Antonio Ventresca, ex direttore dell'Ice di Belgrado, commentando la vittoria della Lista studentesca alle elezioni politiche di ieri. "Sul piano economico c'è ancora molto spazio per investire, in particolare nei settori innovativi e infrastrutture - ha osservato - indicando un ambito di potenziale interesse anche per imprese italiane". Dal punto di vista politico, invece, "i vincitori dovranno costruire una piattaforma comune che tenga insieme le varie componenti del Movimento, perché al suo interno sono presenti anime ortodosse e anche conservatrici, sebbene prevalgano gli studenti di sinistra. Va tenuto conto che tra i candidati non figurano gli studenti, bensì esperti, docenti universitari e professionisti, ciascuno legato ad ambiti diversi della società". Secondo Ventresca, l'affermazione del movimento civico-studentesco apre sì una fase di profondo cambiamento, ma anche di scelte complesse: "Ci saranno tante decisioni da prendere", diversi temi fondamentali "non sono stati portati alla ribalta durante la campagna elettorale". La prima mossa, ha poi evidenziato, "sarà probabilmente restituire trasparenza alla macchina dello Stato, a partire da libertà dei media, scuola e sanità, per poi sviluppare e attuare un programma condiviso". Resta da chiarire anche quale sarà il futuro politico di Aleksandar Vučić e come reagirà alla sconfitta, dopo anni di predominio sulla scena politica serba. "Un passaggio decisivo - per Ventresca - è comprendere se la transizione potrà svilupparsi senza ulteriori tensioni e contrapposizioni". L'ex direttore dell'Ice, che ha vissuto cinque anni in Serbia, ha ricordato di aver assistito personalmente alla nascita di questa voglia di cambiamento. "Le ho viste nascere queste spinte", ha spiegato "che già c'erano" ha aggiunto sottolineando come il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, nel 2024, sia stato "la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha dato forza alla mobilitazione della società civile". (ANSA).